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ORAZIONI DI SANTA BRIGIDA SOPRA LA PASSIONE DI NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO

Sono gli scritti più conosciuti di S.Brigida. Queste "orazioni" sono state praticate da una serie sterminata di generazioni di cristiani in tutti questi secoli che ci separano dalla sua vita terrena, e ancora adesso sono tra le preghiere più diffuse. Certamente un forte stimolo a praticarle è costituito dalle numerose "promesse", legate a queste preghiere, che S.Brigida dice di aver conosciuto da Gesù stesso, e la cosa non deve stupire. Lo stesso Vangelo ci mostra come molti andavano da Gesù per chiedere guarigioni fisiche. Il Signore comprende le nostre necessità e la nostra pochezza, ma ha operato (e opera) mediante "segni" anche fisici, talora spettacolari come la resurrezione dell'unico figlio della vedova di Naim, per servirsene come "mezzo pedagogico" utile ad illuminare e sanare in profondità le nostre anime.

 

Alcuni, è vero, non "rispondono" come Gesù vorrebbe. Il Vangelo, per esempio, ci parla dei dieci lebbrosi da lui guariti, e di come solo uno si sia sentito poi in dovere di ringraziarlo e conseguentemente di sforzarsi di guarire quelle che sono le malattie più gravi, ovvero quelle dell'anima. "Dove sono gli altri nove?", si chiede sconsolato Gesù... Evidentemente il Vangelo lascia intendere che, una volta guariti, questi altri hanno presto ripreso la vita di prima, tutta presa dalle "preoccupazioni di quaggiù" e da tante "idolatrie" terrene...

 

Ma tornando alle "Orazioni", tantissimi cristiani, nei secoli passati ma anche ai nostri tempi, hanno sperimentato e sperimentano come queste preghiere si mutano gradualmente in vera "contemplazione" del mistero della Passione Redentrice di Gesù, Passione oltretutto da lui liberamente accettata e proprio perché ci ama e ci vuole salvi e "realizzati" nel senso più vero di questo termine.

 

 Non volendo quindi porre l'accento solo sulle promesse di Gesù che cita Santa Brigida, riteniamo sia utile cominciare a pregare ed a contemplare i dolori di Cristo non solo per ottenere "grazie" e benefici in cambio... La vera prima grazia che dovremmo chiedere con tutta la nostra anima è la conversione del nostro cuore, la capacità di amare Dio al di sopra di ogni cosa non solo con le parole, ma con la nostra vita...

 

Quanti si professano cattolici solo per "abitudine", ma alla prima sofferenza pensano che Dio sia ingiusto, dimenticando che proprio Suo Figlio ha sofferto in modo terribile a causa dei nostri peccati e continua a soffrire anche oggi per tanti che, nonostante il suo sacrificio, lo rifiutano? Gesù, avendo due nature, quella umana e quella divina, in un'unica persona, quanto soffrì a causa nostra condivise la nostra esperienza del dolore. In quanto vero uomo non risparmiò una goccia di sangue, nè si tirò indietro in alcun modo, rifiutando addirittura il vino con il fiele per evitare di "stordirsi", di risparmiarsi anche un minimo di dolore...

Le "Orazioni" ci producono un autentico "esame di coscienza": come noi, che ci professiamo cristiani, rispondiamo a tanto amore? Non è forse vero che addirittura "evitiamo" di ricordare quanto Gesù ha sofferto a causa nostra, mentre senza mai sollevare lo sguardo ci ingolfiamo nelle nostre "impegnatissime" giornate, in una "corsa contro il tempo" che ci induce a mettere in secondo piano quelli che dovrebbero rappresentare i nodi fondamentali della nostra esistenza...

Tramite la meditazione e la contemplazione delle sofferenze di nostro Signore, così ben "trascritte" da Santa Brigida, abbiamo la provvidenziale opportunità di avvicinarci maggiormente a Dio, tenendo presente che, anche quando siamo nella tribolazione, nessuno di noi è senza colpa dinanzi a Lui, ed Egli non ha risparmiato di offrirci il suo unico Figlio, nonostante sapesse che lo avremmo oltraggiato e crocifisso...

 
Teniamo presente tutto questo quando preghiamo. Non ci "fossiliziamo" solo nelle richieste da fare a Dio, teniamo invece ben presente la Sacra Scrittura quando afferma: "Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti" (Filippesi 4, 6). E ancora, in merito alla bontà e misericordia del Padre Celeste: "Se voi che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano!" (Matteo 7, 11).