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ESERCIZI SPIRITUALI

DI S. IGNAZIO DI LOYOLA

Quest'anno proponiamo, come cammino di formazione, il corso sugli "Esercizi spirituali" di S. Ignazio di Loyola.

Gli incontri si terranno ogni martedì (a partire dal 25 ottobre 2011), alle ore 20.30 in chiesa (vedi mappa)

Per qualsiasi informazione contattare P. Jean Augustin.

Cosa sono?

L’espressione “Esercizi spirituali” indica sia il titolo del libretto scritto da S. Ignazio di Loyola, sia l’esperienza che viene proposta. Il termine “ignaziani” specifica che si tratta di un metodo particolare, nato dall’esperienza di Ignazio e dei primi compagni, approvato e raccomandato più volte dai sommi Pontefici. L’autore del libretto ha ricevuto il dono-carisma di tradurre il proprio cammino spirituale personale in un percorso oggettivo e organico di approfondimento e assimilazione della vita nello Spirito di Dio.

Questo itinerario viene proposto a chi desidera maturare una conoscenza più profonda del Signore in vista di scelte evangeliche nella Chiesa. Si tratta perciò di un metodo teorico-pratico per “esercitarsi” concretamente.

Caratteristiche dell’esperienza

1. Intreccio di preghiera e vita

Quando la vita reale della persona entra nella preghiera, allora anche la preghiera entra nel quotidiano come dimensione esistenziale. La memoria, l’intelligenza, la volontà, l’immaginazione, i sensi… tutto l’uomo concreto è chiamato a entrare in relazione viva con Dio. Quanto più la persona è coinvolta nella preghiera, tanto più avviene la conversione della mente, del cuore, della vita. Per entrare più intimamente nell’incontro a tu per Tu con il Dio vivente, S. Ignazio propone:

. Gli esercizi di preghiera, esercitazioni pratiche da fare con modo e ordine suggeriti di volta in volta. Proposte incentrate sulla parola di Dio, per coinvolgere anche la propria storia personale, riconosciuta come luogo di manifestazione del Signore.

. L’esame della preghiera, dopo ogni esercizio: energie investite nell’incontro con il Signore; attese soddisfatte o deluse; atteggiamenti che hanno favorito o ostacolato la comunicazione; sentimenti positivi e arricchenti; punti oscuri o interrogativi.

. Il colloquio con la guida, “colui che dà gli esercizi”: una verifica quotidiana su come procede la preghiera aiuta a cogliere più in profondità l’azione di Dio e permette di adattare le proposte alla storia particolare di ognuno.

2. Ordinare-cercare-trovare

Che cosa spinge a fare gli esercizi? Il desiderio di mettere ordine nella propria vita, di approfondire la conoscenza del Signore, di fare scelte secondo lo spirito del Vangelo… La proposta contenuta nel libretto di S. Ignazio risponde a questi e ad altri impulsi interiori, che esprimono in qualche modo i desideri profondi suscitati in noi dallo Spirito.

3. Clima di raccoglimento interiore

È una caratteristica necessaria ma non esclusiva degli esercizi ignaziani. Il silenzio esteriore viene raccomandato per favorire il silenzio interiore, cioè quel distacco rispetto ai propri problemi e preoccupazioni che predispone all’ascolto della Parola.

4. Sentire e gustare le cose internamente

La proposta non mira a trasmettere nozioni, ma aiuta a sentire in profondità la risonanza esistenziale di ciò che si medita: dal sapere intellettuale si passa al sapore vitale. Dal testo scritto, ascoltato e letto con cura (la parola della Bibbia), si passa gradualmente al testo che si scrive nel cuore, parola impressa dallo Spirito Santo e che diventa vita nella storia di ognuno.

5. Metodo di esercizi

Ogni metodo ha una base fondata sulla rivelazione e sulla natura umana. Si tratta per noi di un cammino per l’approfondimento della propria fede che, attraverso il dialogo con il Signore, a partire dalla Scrittura e dalle esperienze della propria vita concreta, porta a riordinare la propria vita in base ai valori e allo stile di Cristo e scoprire il proprio ruolo specifico nella Chiesa e nella società. Nel nostro caso, non è un ritiro di circa un mese, gli esercizi sono presentati in una forma adattata alla vita quotidiana (con la scadenza settimanale) per aiutare le persone che non possono staccarsi dagli impegni della vita, lavorativi e familiari, a percorrere il cammino spirituale del “mese ignaziano” pur senza entrare in ritiro, cioè, nella vita quotidiana, nei luoghi, nei tempi, nelle attività, nelle relazioni, nel nostro vissuto interiore di ogni giorno.