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P. Guy-Léandre PDF Stampa E-mail

Sono Padre Guy-Léandre NAKAVOUA LONDHET, vice parroco nella parrocchia di Santa Brigida di Svezia. Sono sacerdote da 5 anni (consacrato il 17.07.2005) in Congo - Brazzaville. Ho iniziato i miei primi passi come prete a tempo pieno in questa parrocchia, dove sono arrivato il 13.09.2005. Non parlavo ancora la lingua italiana, neanche una parola, ma tanti fedeli mi hanno aiutato nell’apprendimento della lingua. Dopo un mese di corso linguistico ho celebrato la mia prima messa in Italiano. Il 19.09 ho iniziato il corso e il 10.10 ho celebrato la prima messa. Dopo ho fatto un altro mese di approfondimento della lingua.
Nella nostra Congregazione abbiamo la possibilità di scegliere tre paesi dove vogliamo esercitare il ministero sacerdotale ed essere missionari. Avevo scelto: Gabon in Africa, Messico in America e l’Isola della Riunione sull’Oceano Indiano. Tra questi tre paesi nessuno era stato scelto dal Consiglio Generale, che ha il diritto di mandarci dove trova più necessità. Mi è stato proposto dunque di venire in Italia. Dove…? A Roma…!! Dissi allora: “Che c’è da fare a Roma? Con tutte le chiese, che riempiono il suo territorio, esisterebbe ancora uno spazio per la missione?”. Sinceramente non volevo venire in Italia, non me la sentivo, ma un confratello mi aveva detto: “Vai e vedrai!”. Per l’obbedienza dissi di sì e decisi di venire. Nacque in me la voglia di scoprire la qualità e la profondità della fede a Roma e in Italia.
Arrivato a Palmarola sono stato deluso da due cose: la struttura ecclesiale e la partecipazione alle celebrazioni eucaristiche settimanali e domenicali. Venendo da una chiesa grande, viva e sempre piena, al vedere un garage, mi veniva voglia di piangere e di ritornare in Africa. Per me era incomprensibile vivere una situazione del genere, nella città come Roma, sede della Chiesa universale. Questa è la prima cosa. La seconda riguarda la partecipazione e la frequenza alla messa. La presenza di poca gente a messa mi ha fatto riflettere. Avevo tanti dubbi che, però, mi hanno portato a una riflessione... Con un po’ di discernimento, mi sono detto: “Per evangelizzare non c’è bisogno di tanta gente. L’essenziale è di proclamare Cristo, Lui stesso compierà il resto”. Il tempo di potermi ambientare, mi ha aiutato a capire bene la situazione.
Per quanto riguarda la comunità parrocchiale di Santa Brigida… Una sola parola la caratterizza: la FAMIGLIA. Infatti, pochi anni fa, quando il Card. Ruini era venuto a visitare la nostra Parrocchia, era uscita questa frase: “Senza chiesa, ma in clima di famiglia”. A mio parere, il termine “Chiesa - Famiglia di Dio”, che definisce la Chiesa in generale (lo leggiamo nella costituzione dogmatica del Concilio Vaticano II “Lumen Gentium” e nel documento “Ecclesia in Africa”), si sposa molto bene con la realtà della parrocchia di Santa Brigida di Svezia, che è veramente una famiglia. Questa frase di san Giacomo: “La fede senza le opere è morta” (Gc 2,14-18), sembra trovare la sua concretezza qui a Santa Brigida. Mi sento a casa. Ecco le caratteristiche della nostra comunità parrocchiale: accoglienza, collaborazione, impegno, volersi bene, ecc…
Non posso terminare la mia breve testimonianza, senza sottolineare la presenza dei giovani e tutto l’impegno che hanno nella nostra Parrocchia. Per me è un dono. L’avvenire della Parrocchia è sicuro! Cari giovani, grazie di tutto! Non vi scoraggiate mai. Nello svolgere il servizio coniughiamo questi verbi: comunicare, dialogare, aiutare ed essere responsabili.
In fine, a tutta la Comunità dico: grazie di avermi accolto nelle vostre case!! Grazie perché sono nel vostro cuore. Prego incessantemente il Signore per voi, affinché vi colmi delle sue grazie.
 
Concludo con queste parole di San Paolo apostolo ai Galati:
Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge. Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è legge”. ( Gal 5, 18-23)
 
Rimaniamo uniti come i tralci alla vite che è Cristo Gesù, per non compiere le opere delle tenebre, ma quelle dello Spirito per la nostra santificazione e salvezza nostra.
Vi abbraccio fortemente.
Vi voglio tanto bene.
 
P. Guy-Léadre Nakavoua Londhet, CSSp.