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TUTTO NACQUE COSI’…


La parrocchia di Santa Brigida di Svezia fu eretta il 1 luglio 1983 e da subito fu guidata da Don Salvatore Boccaccio, il futuro vescovo di Frosinone, tornato alla casa del Padre il 18 ottobre 2008. Per la comunità di S. Brigida furono anni di una crescita smisurata. Don Salvatore, con il suo entusiasmo per le cose di Dio, con il suo carattere gioviale e aperto, con la sua tenerezza paterna, riuscì a coinvolgere tante persone tra cui moltissimi giovani, a partecipare attivamente alla vita della parrocchia. Si formò una bella e viva comunità per cui Don Salvatore era padre, guida e amico, un vero testimone dell’amore e della tenerezza di Dio.

Dopo che Don Salvatore fu ordinato vescovo, a S. Brigida arrivò Don Paolo Gaetani che, con la sua semplicità e umiltà, continuò l’opera iniziata da Don Salvatore. Non gli mancarono le difficoltà… La gente, dopo aver vissuto accanto a una persona così carismatica e dinamica come Don Salvatore, un vero “vulcano” di energie e iniziative, non riuscì subito ad abituarsi all’umiltà di Don Paolo, che però non si arrese, anzi… Si dedicò molto alla parrocchia, ai giovani e in modo particolare al gruppo scout Roma 5, fondato da Don Salvatore. Col passare del tempo la comunità di S. Brigida riprese vita.

Dopo il trasferimento di Don Paolo, fu nominato parroco di S. Brigida Don Giuseppe Mangia, che però oltre ad essere parroco, era impegnato in alcune realtà extraparrocchiali, al livello diocesano, attività che richiedevano molto del suo tempo. Questo fatto non gli permise di seguire la parrocchia in modo accurato. La comunità ne risentì subito. Molti gruppi andarono scemando fino a scomparire del tutto. Questa sorte toccò anche al gruppo giovani.

Nel 1999 la parrocchia fu affidata alla cura pastorale della Congregazione dello Spirito Santo (Spiritani). All’inizio di settembre arrivò il nuovo parroco, P. Jean-Jacques Boeglin della Francia e dopo di lui, all’inizio di novembre, altri due: P. Peter Kilasara della Tanzania e P. Maciej Sierzputowski (per tutti P. Mattia) della Polonia. S. Brigida diventò internazionale. P. Mattia che all’epoca era ancora un “pischello” 27-enne, appena ordinato prete, volle occuparsi dei giovani… giovani che non c’erano…!! Esisteva solo un piccolo coro formato da alcuni ragazzi volenterosi e un gruppetto di due-tre ragazzi, seguito da Giancarlo. Per di più tra i nuovi preti solo P. Jean-Jacques se la cavava abbastanza bene con la lingua, altri due o ridevano o stavano zitti… (semplicemente non capivano niente).

L’anno 1999 fu l’anno di preparazione al grande Giubileo del 2000 e, quindi, alla Giornata Mondiale della Gioventù, che si doveva svolgere a Roma. Tutte le parrocchie vicine si stavano preparando con tutte le forze a questo importantissimo evento, tutte tranne S. Brigida. Grazie a Dio (proprio grazie a Lui) anche S. Brigida si diede una mossa… Un giorno un po’ “per caso”, P. Mattia capitò a uno degli incontri di prefettura in vista alla GMG 2000. Da lì partì tutto. In poco tempo si formò un piccolo gruppo di ragazzi della parrocchia che diedero la loro disponibilità per partecipare all’incontro dei giovani con il Santo Padre. Fabiana, Ilaria, Flavia, Sara, Luca, la piccola Ambra e alcuni volontari adulti: Giancarlo, Anna, Salvatore, Anna, Fabrizio e Claudia, accolsero ad agosto del 2000 un gruppo di 50 ragazzi polacchi di una delle parrocchie spiritane in Polonia. Per i giovani di S. Brigida fu l’esperienza capitale, importantissima. Nonostante che erano pochi, vissero giorni meravigliosi, un’esperienza davvero sconvolgente che gli rimase nel cuore e li riempì di entusiasmo, quell’entusiasmo che poi, a novembre, trasmisero ai ragazzi che si stavano preparando a ricevere il sacramento della Cresima. Così nacque il primo gruppo giovani. I cresimati, toccati dalla testimonianza sincera e autentica di chi partecipò alla GMG, decisero di rimanere in parrocchia. Iniziarono gli incontri seguiti inizialmente da P. Mattia e da Luana, una delle ragazze del coro. Presto si aggiunsero altri ragazzi: Federica, Moreno, Marco, Sara, Alessandro, Francesca e Daniele che divennero animatori. Furono loro a dare pian piano al gruppo, che prima sembrava essere una semplice comitiva, una forma, stabilendo un programma ben strutturato, scegliendo argomenti riguardanti la vita dei giovani e curando il cammino di fede. Il gruppo iniziò un cammino di crescita attraverso gli incontri settimanali e le uscite di due giorni. Tutto quanto si svolgeva nello spirito di comunità, di amicizia e con libertà di poter condividere tutto, dalle gioie ai problemi, dalle certezze ai dubbi.

Ecco che cosa scrisse una delle ragazze del gruppo dopo neanche due anni di cammino: “Parliamo di tutto: problematiche mondiali, dubbi esistenziali, problemi tipici di ogni adolescente; discutiamo dei nostri punti di vista sulle diverse culture, sulla religione, sull’amore, sul rispetto… Insomma: nessun argomento ci spaventa!! Ognuno di noi è consapevole che nell’oratorio, nella nostra stanzetta, siamo LIBERI di esprimerci e confrontarci con gli altri… amiamo la compagnia e la preghiera e non sappiamo rinunciare alla gioia  di CONDIVIDERE ogni aspetto della nostra vita con il nostro gruppo. Amiamo cantare, urlare al mondo la nostra felicità… vogliamo giocare ed essere liberi… amiamo correre e sorridere… vogliamo ballare ed esultare… Possiamo tutto il bene del mondo perché noi siamo i giovani del mondo”.

E un’altra dopo appena due anni trascorsi all’interno del gruppo: “Non so veramente da dove iniziare… Siamo nati da poco in modo molto particolare e “originale”, per la voglia di stare insieme, di parlare di qualcosa di diverso, per discutere di argomenti che per strada o a scuola non sentiamo… Così sono nati Gli Atomici… Da quel giorno e da quel momento siamo cambiati tantissimo, ci siamo dati delle regole come in una grande famiglia e abbiamo camminato tutti insieme. La presenza fondamentale dei nostri sacerdoti ci aiuta ogni giorno e ci coinvolge in un mondo di cui oramai non possiamo fare a meno. Non è sempre facile, nessun cammino è senza ostacoli, tanto meno questo, ne abbiamo trovati tanti e ne troveremo ancora molti, come la vita ci insegna giorno dopo giorno, ma la preghiera, la forza e l’amore tra di noi ci fa andare avanti con grinta, ci fa ridere, piangere, giocare, costruire, amare, litigare, pregare… vivere… Quindi questo gruppo, per ognuno di noi, come qualcuno si ostina a dire durante le nostre riunioni, è una palestra di vita, dove ci formiamo con la speranza di imparare ad amare noi stessi e il prossimo!!!”.

Con il passare del tempo il gruppo, che nel frattempo si scelse il nome degli Atomici (perché i ragazzi erano semplicemente “atomici”), crebbe enormemente, arrivarono molti altri ragazzi attirati dall’entusiasmo dei giovani “della parrocchia”. Si sentì l’esigenza di dividere il gruppo in unità secondo le fasce d’età. E così nacquero prima Gli Esplosivi (dai 15 ai 18 anni) e poi I Vulcanici (dagli 11 ai 14 anni). I “vecchi” Atomici divennero animatori e formarono il gruppo delle Sentinelle.

Da quando si formò il primo gruppo nel lontano 2000 sono passati 10 anni!! Ne abbiamo fatta di strada!! In questo tempo molti ragazzi sono passati al gruppo, tanti di loro sono rimasti e oggi, diventati uomini e donne, continuano il loro cammino e condividono con i più piccoli le ricchezze che hanno ricevuto. Altri hanno continuato il loro percorso impegnandosi in diverse realtà, qualcuno ha fatto la scelta radicale della vita consacrata o del matrimonio… Insomma, è bello ripercorrere questi dieci anni di storia, i volti, gli occhi che brillavano di gioia o di lacrime, le condivisioni, le litigate, i momenti forti di preghiera, le messe celebrate spesso in una casetta o su un prato da qualche parte, tante emozioni indescrivibili… E’ bello vedere i ragazzi che, nonostante i loro molteplici impegni, sono sempre qua con la loro immensa voglia di fare e di donare… E’ bello vedere il seme che in alcuni è cresciuto e ha già portato frutti, in altri sta aspettando il suo tempo, in altri ancora sta crescendo pian piano… E’ bello perché le cose del Signore hanno in sé una bellezza che sorprende e commuove sempre.